poket cruiser

Il poket cruiser era il tema  affrontato dal Giornale della Vela parlando di Michele Ansaloni.

Per Luca Alessandrini, un amico navigatore, storico, divulgatore e grande istrione avevo appena disegnato un poket cruiser:  una micro nave da crociera a chiglia fissa  in compensato marino per l’esplorazione estiva della Croazia di soli 5,60 m . Nello stesso articolo  esponevo le mie idee sul comfort in deriva. promuovendo gli alberi senza sartie  in carbonio e le terrazze al posto del trapezio.

poket cruiser GROSSE MARGOT

Il tema del poket cruiser è sempre attuale.

La barca è  legata alle vacanze estive ed alla vita all’aperto. In quest’ottica i “servizi domestici” e le qualità abitative diventano meno importanti. Col poket cruiser (cruiser a vela fino a 7,5 m con motore fuoribordo) si vanno a bilanciare in un modo nuovo ed economico le esigenze che si sviluppano durante le uscite giornaliere o di week end  con quelle  della vacanza/ viaggio.

Alcune attrezzature come i tendalini per l’ombra , la cappottina, e il frigorifero si possono imbarcare solo all’occorrenza  e con queste barche spesso si può fare a meno di un vero e proprio tender. Io consiglio a tutti gli amanti di piccole barche, che vogliano diventare viaggiatori  di fare molta pratica, ma   di leggere anche un libro : Kodoku  di Keniki Horie un ragazzo giapponese, un grande marinaio,  che attraversò il Pacifico settentrionale nel 1962 con Mermaid.

Il Mermaid era un “barchino” in compensato marino di 5.8 x 2 m. circa 1000 kg a pieno carico (progetto Yokoyama). ” Il poket cruiser può essere davvero, per i più determinati, un tappeto volante.”

Battana di 8 m

 

small keel boat

 

sloop di 7,5

ALTRI POKET CRUISER

Ho inserito Razzo, la deriva di 3,6 m tra i poket cruiser perchè è una barca da campeggio nautico, cioè con un ottima capacità di carico   che, stabile come una roccia, se la cava con tutti i tempi. La battana  con i suoi 7,9 m. è  una barca da campeggio  nautico a tre stelle, in effetti il banco centrale attraversato dall’albero potrebbe essere robusto abbastanza per sostenerlo, a quel punto si potrebbe organizzare un bel matrimoniale in pozzetto e pernottare al riparo di  un cagnaro pesante come hanno fatto per 500 anni i veneziani sulle galere, o i marinai di Colombo.

La Sciarellina è un’altra cosa, in primis vuole essere nel nome e nella forma un omaggio ad un grande architetto, ma è  anche una barca pura, un archetipo, che prende un poco dalla passera, un poco dai monotipi della Buzzard Bay , insomma stile eclettico, ma di carattere.

Lo sloop di 7,5 m  è un esercizio sulla snellezza. Molte barche oggi sono esagerate di larghezza e, se si segue quella strada, si finisce, nelle piccole dimensioni, per costruire dei brutti anatroccoli che di bolina scarrocciano di 15°.

Con l’armo basso ed un occhio attento alla superficie bagnata invece si può invece fare una barca che va con un “soffio”. Il boma è un poco alto, ma diversamente sarebbe pericoloso nei laschi. Se all’armatore piace correre si può comunque armare il boma più in basso e mettere una mano di smagrimento per alzare la varea quando si corre col boma sulle sartie. Tutti e 4 questi progetti si prestano bene per l’autocostruzione + ovviamente il Derivone . https://www.micheleansaloni.it/barca-fatta-in-casa/

derivone

il Derivone si ispira al Piviere, un poco più elegante, ma soprattutto ugualmente pratico, fatto per starci bene, una barca da giovani. So che alla fine è più facile trovare un minitransat usato, ma questa è un’altra storia. Col Derivone vai più piano, ma sei un “signore”. La deriva mobile  in Adriatico è di rigore per ridossarsi dietro alle barriere della spiaggia, per arrivare con la marea che cala, dormire all’asciutto e svegliarsi con la barca che galleggia, dando ancora di poppa per trovarsi già pronti per salpare con la prua verso il largo di prima mattina senza neanche mettere i piedi a mollo.

 

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