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Fatta con le tue mani la barca è super!

 Barca fai da te

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LOBSTER BOAT, Love At First Sight.

Il primo lobster boat italiano?
All’ inizio del 1993 fui contattato da un cliente di Napoli che voleva una barca a motore che gli consentisse sia di andare in giro per il golfo sia di posare le boe per le regate del circolo velico. Un ottimo tema -pensai- e, ancora influenzato dai miei studi americani, scelsi la carena di una lobster boat   perchè aveva alcune caratteristiche che mi piacevano. 

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Areorig-yacht é smart, pratico e veloce

L’areorig è un armo intelligente, che mi sembra stia avendo successo sia con le vele quadre come Dyna rig applicato ai grandi yacht a vela come Maltese Falcon  sia per barche più piccole in versione Marconi.

In pratica come nella iole OK (chissà se qualcuno se la ricorda) l’albero è rotante. http://www.yoleok.org . Nell’areorig la vera differenza è che il boma si protende anche a proravia dell’albero formando una balestra.

Su questa asta a proravia è murato un fiocco che rende l’armo più bilanciato in strambata. Nell’uso è un armo molto potente e nelle andature portanti non c’è bisogno di spy. La scotta randa è tutto, le altre sono regolazioni di fino. La strambata non presenta problemi e non ci sono manovre sotto sforzo. Il problema, se vogliamo trovarne uno, è che mettere a punto l’ areorig non è semplicissimo perché  ci sono poche barche armate così per fare confronti.

areorig 10 in porto

Venendo a “DOVA”, così è stata chiamata la barca, come dicevamo armata in areorig , ha uno scafo molto leggero in composito con rinforzi in carbonio, in carena le linee sono tese senza pizzicare troppo la prua perchè l’albero è abbastanza avanzato. I due timoni sono piccoli ma efficaci.
La chiglia, zavorrata da un siluro in piombo  si solleva con un paranco fino a una sede in coperta. Quando la si fa scendere si incastra da sola in posizione di navigazione , un perno fa da sicura , la rotazione del perno aziona una camma che fornendo pressione “stabilizza” la pinna” impedendole di oscillare.
Il cuscinetto  per la rotazione dell’albero ha un diametro di 300 mm e  dove appoggia  la coperta è abbondantemente rinforzata.
Gli interni sono luminosi e pratici col quadrato all’ingresso e la cucina di fronte. All’albero l’areorig-yacht  si trasforma: la cucina diventa cambusa  sulla sinistra mentre e destra c’è la porta del bagno.

La cabina di prua ha un ingresso strettino ma la cuccetta doppia è  grande e le mensole la circondano su tre lati.

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In navigazione la barca è velocissima e plana facilmente. La velocità la rende molto stabile e si ha la sensazione “binari”. Di bolina, per confrontarsi al meglio con barche della stessa lunghezza,  bisognerebbe mettere l’equipaggio sopravvento, ma si sa nelle barche da crociera ..                                  vai ad “attrezzatura”

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Sloop 37′ (rainbow)

lo sloop 37′ (rainbow) è un Cruiser racer: una barca dalla carena molto equilibrata.

Dopo la ubriacatura dello IOR i disegnatori di barche, ed io con loro, incominciarono  a disegnare carene più pulite, niente slanci di prua ,niente distorsioni a poppa, la
superficie bagnata non è pochissima forse qualcosa in più di uno IOR della stessa grandezza (un quarta classe)
tuttavia la barca va meglio con vento medio e nelle andature larghe.

sloop 37′ (rainbow) al salone di genova

Anche i percorsi di regata si
modificano,incominciano gli odiati bastoni.Gare da dragster invece che da barche.Il 37 viene prodotto da diversi
cantieri con una qualità non sempre impeccabile, A me il 37 piace è pulita, la carena ricorda quelle di D.Peterson.

sloop 37′ (rainbow) in crociera

sloop 37′ (rainbow) alla barcolana

Tuttavia quelli sono gli anni del Grand Soleil e batterlo in fiera non era facile. Sul campo di regata
col 37 ci siamo riusciti molte volte.

Chi fosse interessato ai numerivedrà che il rapporto lunghezza dislocamento
consente delle accelerazioni ben superiori alla velocità critica ma che il prismatico è tradizionale.
Moltiplicando i 130 kg x 29,7 si ottiene il raddrizzamento di calcolo per albero e vele.
La superficie velica è di 57 mq col solent.Perfetta per la crociera, per regatare ci vuole un genova leggero
tagliato bene. La randa è steccata ma il roach moderato come usava allora.

LOA 10.75 m
LWL 9.70 m
Bmax 3.64 m
BWL 2.80 m
Dmax 0.38 m
Volume 4.07 m3
Displ. 4168.53 kg.
COEFFICIENTS
Prismatic 0.539
Block 0.393
Midships 0.728
Waterplane 0.675

sloop 37′ (rainbow) in banchina

MOMENTS
Trim 1 cm. 93.9
Heel 1 cm. 26.6
Trim 1 deg. 1589.0
Heel 1 deg. 129.7
RATIOS
L/B Ratio 3.47
D/L ratio 127
Kg./Cm. 188
AREAS
Waterplane 18.32 m2
Wetted Surf 19.62 m2

sloop 37′ (rainbow) i disegni

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Mauri 48′

Il Mauri 48′ dalla bolina larga al gran lasco è un treno.  Una barca a vela, ispirata alle barche francesi da viaggio è equilibrata in tutto. Costruita per un grande marinaio è una vera macina miglia.
Anche d’estate, sulle rotte della Grecia ionica,non la batte nessuna,anche barche più grosse arrivano a Skorpio
con parecchie ore di ritardo. Unico segreto un albero non tanto alto in carbonio, leggerissimo sottile di cartella
e grande di sezione.Gli interni molto “casa” sono leggeri mentre gli impianti sono appena sottodimensionati,
ma si sa: l’abitudine a fare attenzione ai pesi non si perde.Lo scafo è costruit in strip planking, ma grazie
alle curve poco pronunciate le striscie sono abbastanza larghe, circa 70mm qualcuna rastremata.

In questo modo ci va meno resina epossidica, meno peso,e in definitiva anche meno spesa. La copertura in vetro E è tutta longitudinale senza sovrapposizioni mentre unidirezionali in carbonio disposti per baglio rinforzano la zona
albero e bulbo dotata anche di madieri laminati.

Il segreto ve lo dico subito: l’albero basso in carbonio limita lo sbandamento ed in definitiva la necessità di zavorra  quindi la barca è stabile e leggera, appena si filano un poco le scotte parte. Lo scafo da parte sua è lungo le appendici di modesta superficie ma dal profilo e finitura superficiale accurate, semplice la coperta con poche  sovrastrutture : la alta velocità media è assicurata.

Se questa è la vostra dimensione guardate anche il Nova 47

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NOVA 47’motorsailer

Il motorsailer Nova 47 è una barca molto comoda e spaziosa, ed è anche  ben invelato.

LUNGHEZZA SCAFO F.T. m. 14,32
LARGHEZZA m. 4,18
PESO TOTALE kg. 8500/8.900
ZAVORRA kg. 2.900-3.300
PESCAGGIO m. 2,20-2,80
MOTORIZZAZIONE hp 60-87 / s.drive o 180hp in linea d’assi.
SERBATOIO GASOLIO litri 180-280
SERBATOI ACQUA litri 450
POSTI LETTO in base alla versione (*)
RANDA mq. 71,00 in base alla versione (*)
GENOA mq. 48,00 in base alla versione (*)
TRINCHETTA mq. 19,00 in base alla versione (*)
GENNAKER mq. 210,00 in base alla versione (*)

Il Nova 47 motorsailer  è una barca molto comoda e spaziosa, ed è anche  un motorsailer ben invelato.

In effetti l’azienda mi ha dato un tema molto accattivante. Creare per questa barca,la più grossa costruita dal cantiere CNNT, una base che potesse essere facilmente personalizzata in due direzioni.interior plan
La prima è quella motorsailer. Con motorizzazione massima di 180 hp. il Nova 47 diventa un semidislocante veloce in grado di effettuare trasferimenti rapidi tra la Croazia e la costa Romagnola. A 12 nodi di crociera la traversata verso la Croazia si fa in 6 ore con un consumo approssimato di 200 litri ed è più facile trovare una finestra di bel tempo anche a fine estate quando la meteo si guasta e in un qualche modo bisogna rientrare oppure in primavera quando anche un week end lungo diventa appetibile per la crociera al sole dopo un inverno nebbioso.

nova 47 motorsailer

Invece con un motore più piccolo,100 litri in meno nel serbatoio, un siluro in piombo da 400 kg e portando il pescaggio a 2,80 m la carena può portare 120 mq di vela che rispetto al peso veramente leggero ne fanno una barca invelata e veloce. Le linee di carena sono quelle di una barca semi dislocante, ma con un certo equilibrio tra poppa e prua e il centro di carena non troppo arretrato.

Grazie a queste caratteristiche di equilibrio la barca  può portare il genova senza affondare la prua, andare all’orza caparbiamente e fermarsi come fanno molte barche con la prua troppo fine e la poppa larga in condizioni di vento forte in prua. Questo per chi conosce l’Adriatico e le sue feroci burrasche estive è un bonus da non sottovalutare quando si va in crociera in un mare piccolo, pieno di traffico, scogli e secche dove l’opzione di mettersi in poppa con un fiocchetto e aspettare che passi, spesso non è praticabile.

Se queste dimensioni sono giuste per voi guardate anche il Mauri 48′

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NOVA 40.0

NOVA 40.0 cruiser racer

Nova 40.0 sailplan

La barca è innovativa, il mix di tradizione e novità è riuscito.Gli elementi tradizionali  si riflettono nella costruzione robusta mentre è nuova la dimensione sportiva.
Prima di tutto presento i protagonisti di questa storia.
Il cantiere Novelli ha una solida tradizione nella nautica locale.
Da venti anni almeno produce imbarcazioni a vela in vetroresina.
La struttura della azienda è famigliare il papà ed i due figli sono i principali elementi della direzione.
Una direzione molto attenta che sta in cantiere 10 ore al giorno e va in ufficio quando le maestranze hanno staccato.
Gli acquisti, la gestione dei costi, il reperimento della manodopera è fatto su base locale.
La clientela del Nova 40.0 cruiser racer non è sofisticata, ma è sportiva.
Spinti dai valori tradizionali di amore per il mare diversi clienti partecipano a regate locali e i Nova da sempre hanno ben figurato in triangoli bastoni e anche nelle “lunghe” ell’Adriatico.
Nel campo di regata ci sono concorrenti agguerriti, Grand Soleil, Xyachts ecc. Aziende che hanno rinnovato i modelli con un certo dinamismo. Il Nova ha un eccellente rapporto qualità prezzo tuttavia i modelli incominciavano a sembrare vecchi.
A partire di un rinnovamento del “look”aziendale con la costruzione del nuovo stabilimento si mette mano alla gamma.
Vengo incaricato di proporre un nuovo 40 piedi, il Nova 40.0 cruiser racer modello centrale della gamma, allora prendo in esame il modo come vengono “messe su” le barche in cantiere, i materiali e parlo con alcuni “perspective client”. Molti elementi sono bloccati per questi motivi:Non si può fare una barca con un look del tutto moderno per la mancanza di una livrea aggressiva, per la presenza di soli oblò apribili nella tuga ,per la falchetta forata in alluminio e non si può fare una barca notevolmente più leggera perche il cantiere costruisce con vetroresina e compensato marino in modo già ottimale fermo restando il compattamento manuale del laminato.

Decido quindi di operare sulla stabilità come chiave delle prestazioni e del rinnovato look. La grande larghezza e la nuova pinna in acciaio con il siluro in fondo, consentono un piano velico importante messo in rilievo dalle due ruote e dal pozzetto aperto.

Nova 40.0 cruiser racer  è innovativa,il mix di tradizione e novità sembra riuscito.
A questo punto c’è la prova del fuoco, dopo la messa a punto del prototipo non semplicissima per le forme dello scafo molto tirate, i clienti incominciano a vedere la barca. Rassicurati dagli elementi tradizionali che si riflettono nella costruzione robusta eppure a contatto con una nuova dimensione sportiva passano dalla diffidenza alla ammirazione.

Alcuni sono convinti, molti colpiti. Il grande pozzetto e il piano velico importante fanno della barca un racer con cui fare le regate con equipaggio intero di 6_8 persone nella mezza stagione senza stare scomodi in crociera con la famiglia. E’ Il mito di sempre che si rinnova: il cruiser racer degli anni ’80 come lo Swan 42’, ma ad un prezzo e con una “allure”  più famigliari.  Nova 40.0 cruiser racer è  UN CIGNO ROMAGNOLO.

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“Nine Meters Sailboat Cutter Named “Querida”

 

La small cutter sailboat name querida è un piccolo cabinato a vela.

Cosa rende un piccolo cabinato a vela  capace di affrontare il mare aperto?

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I disegni danno vita allo yacht

disegno di razzo è una deriva da crociera. Day cruiser, peche promenade, battana perchè "batte" sull'onda visto il fondo piatto.
disegno battana razzo

I disegni  che descrivono  la barca 

Disegni per tutti

  1. disegni per l’ armatore:  chi vuole realizzare una  barca  mette a disposizione l’ esperienza acquisita, l’amore per le cose belle, le sue capacità finanziarie,  e una certa dose di caparbietà per arrivare all’obbiettivo. Lo stesso armatore però pone dei limiti al progetto come la quantità degli ospiti a bordo, la autonomia,il costo.   I “suoi” disegni emergono proprio dagli schizzi preliminari, magari abbelliti e rivisti  ma che mantengono la carica emozionale che ha “creato” la barca la prima volta che la sua forma ha preso luce.
  2. disegni per il cantiere:   Il costruttore vuole  fare un preventivo “gradevole” per l’armatore  e che gli consenta però di guadagnare. Pochi cantieri sono comunque in grado di eseguire qualsiasi “custom project”. Perchè le cose vadano per il meglio lo yacht dovrà essere costruito e attrezzato  in un modo famigliare al  cantiere . Se per esempio  un armatore volesse costruire un gozzo in fasciame molti cantieri saprebbero soddisfare la sua richiesta, ma se specificasse  la propulsione  a vapore sono sicuro che molti  sorgerebbero il naso e comunque si informerebbero bene prima di partire.
  3. disegni per gli  enti tecnici:  Il RINA e gli altri, garantendo la sicurezza della barca costruita   vogliono accertare fino da subito il rispetto delle normative quindi vanno accertate la  resistenza al fuoco, la portata di passeggeri, la rumorosità dei motori  e parecchie altra cose
  4. Disegni commerciali :  per le  riviste specializzate  e venditori debbono avere  una estetica brillante essere chiari di per sè e senza note. Anche la moda si può rivelare una gabbia che non consente di progettare a partire dal foglio bianco  perché le barche di successo varate da poco e vendute bene indicano una strada difficile da abbandonare con leggerezza.
  5. INGREDIENTS FOR A FAST PASSAGE UNDER SAIL

 Le specifiche

All’ inizio di un  nuovo progetto un quesito assillante riguarda il costo. A parte un generico “potrebbe costare all’in circa…”il cantiere non si sbilancia finchè non può calcolare le ore di manod’opera e il costo dei materiali e degli accessori. Il documento che contiene questi elementi  è il capitolato che deve essere generale , ma anche specifico: “Vanderbilt a natale telefonò a Herreshof e gli chiese se il suo cantiere potesse consegnare, per gli inizi di maggio, uno sloop di 90 piedi che potesse vincere la Coppa America. Sembra scarno ma è un vero e proprio capitolato. Ovviamente, trattandosi di due gentiluomini, ( di cui uno molto ma  molto ricco) non parlarono di soldi, ma oggi quel modo di fare è considerato all’antica e i contratti poggiano su ponderosi capitolati di costruzione.  Il capitolato deve indicare le generalità della costruzione e il livello di qualità che, intende raggiungere. Il capitolato  è corredato dai piani generali  che non scendono nei dettagli ma li “comprendono”. Se ad esempio un ponte è indicato nei piani generali da due linee distanti 200 mm in scala, poi dovremo avere la capacità tecnica di fare stare in quello spazio  le strutture, i rivestimenti funzionali ed estetici,  gli eventuali impianti ecc.I disegni allegati al  capitolato  consentono  dunque la nascita della barca dal punto di vista contrattuale. Questi disegni  sono  importanti perchè  ci si rifà ad essi  ogni volta che emerga una variante in corso d’opera.

Il   registro navale o l’ente certificatore hanno  bisogno di una serie di disegni  che vertono soprattutto sulla sicurezza ( robustezza,  stabilità, tenuta stagna e galleggiabilità, piano antincendio, visibilità dal posto di governo, piano delle luci, piano di capacità. Questi piani sono generalmente estratti dai piani strutturali che affrontano una prima stesura  per l’occasione. Disegni per costruttore e terzisti:     Una volta che il progetto sia finanziato   i disegni preliminari non bastano più e ad essi si aggiungono dei disegni più dettagliati: Geometrie (scafo, coperta, appendici, velico);Piani strutturali che fanno vedere la barca spogliata dai fasciami( sez maestra, piano delle strutture, piano dei fasciami) e i fasciami in piano. (espansione fasciame);Piani d’allestimento che fanno vedere gli arredi o gli allestimenti meccanici elettrici ecc. (piano di coperta, linea d’asse, rigging plan, coordinato tubi. ecc)Disegni per il Marketing   : in questi documenti bisogna dettagliare l’aspetto della barca e la sua capacità di emergere nella sua fascia di mercato. Abbiamo quindi  il profilo longitudinale artistico,  il  rendering, le immagini fotorealistiche, il filmato, la realtà virtuale …

Conclusione :

In passato  le linee d’acqua erano il disegno con la D maiuscola.   Allora per diversi motivi lo scafo era il pezzo più importante della nave e attraverso le linee d’acqua, in un solo sguardo, se ne potevano apprezzare le caratteristiche  tutte assieme globalmente.   Il moderno modello 3d,  è realistico, ma fa vedere troppe cose, non è sintetico. Le linee d’acqua invece, svelando il carattere della barca, sono “cubismo” ante litteram . Sono il disegno a cui bisogna dedicarsi con più impegno perché la barca sia bella da tutti i punti di vista ed efficiente in mare.

la Giorgio Cini

vai a sicurezza e comfort

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Catboat “Solo Randa”equilibrio a vela

 
Il catboat “Solo Randa” ci porta ad indagare sulla nascita  e la diffusione di questa tipologia .

Catboat, la storia. Attorno al 1840, sulle coste degli Stati Uniti orientali  l’aumento  della popolazione rese economicamente redditizia la piccola pesca, quella cioè che porta il pescato al mercato in giornata. La parte più  più settentrionale di questo territorio è morfologicamente dotata di grandi golfi ed acque parzialmente protette, queste caratteristiche peculiari e l’abilità di costruttori   generarono  un nuovo tipo di imbarcazione. In ben tre  aree diverse nacque una imbarcazione lunga tra diciotto  e ventisette piedi   (da sei a otto metri circa ) larga quasi la metà della lunghezza , notevolmente stellata, cioè con il fondo a v e dotata di deriva mobile. L’armo è peculiare:  caratterizzato dal albero a prora e senza fiocco. La “catboat” o il catboat, cat. Il cat era ed è facilmente manovrato da un uomo solo , metterlo alla vela é  una operazione molto rapida, la barca rimane manovriera e sicura in tutte le andature, nelle barche da pesca  lo spazio al interno della falca del pozzetto era quasi completamente pontato.   Il successo  fu immenso, dalla pesca  il catboat  passa allo  sport.  Furono centinaia le barche del armate a  cat  costruite a cavallo  del 900 negli Stati Uniti ed in Europa soprattutto in Inghilterra che spopolarono in ogni tipo di regata. In Germania  nel  1936 si tennero le olimpiadi nella vela  la classe olimpica “ojolle” era una cat boat. Non parliamo poi del Finn, modello conosciuto da tutti i velisti anch’esso catboat. In Italia  Carlo Sciarrelli, un maestro tra gli yacht designer italiani, si cimentava  nel 1975 col  catboat “Chirone” largamente ispirato al modello americano.

Catboat, prestazioni.
Proprio come succede in aeronautica, dove la configurazione ad ala singola surclassa il biplano, l’armo  a catboat con una sola vela stringe il vento meglio che lo sloop e il cutter.  Con un timone  ben  dimensionato  la barca rimane  governabile anche nelle andature larghe.

Catboat, la praticità

Con una  superficie velica  moderata  il catboat è un ottimo armo per un uomo solo e la barca armata a cat è molto manovriera. L’albero così avanti bilancia  le persone e il carico in pozzetto. Molte barche da pesca erano armate a sloop d’estate con una vela di prua armata sul bompresso e a cat d’autunno e in primavera quando le giornate sono più ventose.

Catboat, il successo.

Il catboat,  usato anche a  Martha’s Vineyard e a Cape Cod, dove mare e vento non mancano si rivelò una buona barca per navigazione costiera: semplice,  marina, boliniera e veloce.

Catboat, regate, scommesse e sacchi di sabbia.
Nell area di New York d’estate   i cat boat erano usati soprattutto per diporto e per regate. Le scommesse erano il vero fulcro di queste regate e i dollari passavano di mano molto rapidamente. Così, sotto la spinta della competizione senza regole precise  il cat diventa sempre più inquartato e potente di scafo mentre l’attrezzatura velica diviene enorme: alberi, boma e picchi diventano sempre più lunghi.  Queste barche larghissime e piatte, dotate di timoni enormi e  molto invelate sono velocissime con poco vento e mare piatto.

Le barche da regata hanno il pozzetto completamente aperto per consentire al numeroso equipaggio di manovrare e soprattutto di fare peso sopravvento. Una delle manovre rimaste famose era lo spostamento sopravvento di pesanti sacchi di sabbia durante la bolina che venivano poi buttati a mare nel lato di lasco. Queste barche poco adatte al mare aperto  divennero di grande moda e lo stile “racer” fu adottato da barche da regata, da passeggio e anche da lavoro.

Catboat , il declino

I risultati negativi  di questa trasformazione accanitamente sportiva fu la perdita di parecchi uomini degli equipaggi  e barche per ribaltamento, scuffia, e ingavonamento.   Da questi incidenti nacque la fama del catboat come imbarcazione non sicura il che ne decretò il declino. Per aumentare la superficie velica i catboat non erano più solo randa, ma portavano un fiocco sul tradizionale bompresso  di tavola piegato al massimo verso il basso per ottenere uno strallo teso.

Il catboat fu successivamente esportato nelle flottiglie da pesca dell’area di S.Francisco, ma le condizioni di mare e vento di quel area non si adattavano bene  al catboat che si era trasformato  da barca  manovriera a barca “quadrata” potentissima, ma molto difficile da governare. Fu presto scartato per modelli più marini.

Modelli meno estremi sono arrivati fino a noi. Numerosi cat sono ancora presenti nella sua zona d’origine (USA NE)e sono prodotti tuttora in vetroresina. Esistono una associazione di catboat negli USA e  una  a Venezia. Sono barche che generano entusiasmo…

Ovviamente tra i miei file ho un catboat interessante da sviluppare,  meno ottocentesco ma sempre di grande effetto : il catboat “Solo randa”.

catboat 7,7 m

interni cat di 7,7 m

SHOONER AND CATBOAT

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39′

MAURI 39’ DERIVA MOBILE

L’inizio
Tre personalità in un crogiuolo
L’armatore è un navigatore bohémien che ha trascorso anni tra le isole con le più disparate imbarcazioni. Cerca una comodità vera fatta di velocità,di sicurezza, di movimenti dolci all’ormeggio, di basso pescaggio, di ottima ventilazione, di una capiente cambusa. Bert Mauri, il costruttore, è una persona di straordinaria concretezza. Ottimo regatante è costruttore diaccessori in carbonio e di barche da regata, ha raggiunto il GHOTA con il suo 40’ che è arrivato al 4 posto nella rotta del Rum 2010. Infine il progettista: Michele Ansaloni è un architetto che ha studiato le barche in America e, dopo una vita sui grandi yacht, ha un occhio particolarmente attento alla crociera comoda e veloce.Il trio si è messo attorno ad un tavolo, tagliatelle fumanti, a parlare di una, due, tre vite di barche, delle cose fatte bene e di quelle sbagliate con cui hanno fatto i conti, tanti sono gli annedoti, il tempo vola e.. il mauri 39 deriva mobile  inizia a prendere forma.

Le prestazioni del mauri 39 deriva mobile
Una barca che deve essere condotta normalmente da due persone, anche nei cambi di vela soprattutto senza pericolo, larga, il dislocamento deve consentire di caricarla, sia col carico sia con le vele, senza che esca dalle sue forme, la carena deve potere accellerare senza sforzo col vento largo, ma riuscire a guadagnare in mare aperto contro vento, e macinare parecchie più miglia di un …. (certe cose non si dicono, ma le sappiamo tutti.)

Le caratteristiche del mauri 39 deriva mobile
Basso pescaggio e deriva mobile per le “pass” degli atolli, ma anche due timoni rinforzati per poter mettere la barca in secca appoggiandovisi sopra. Tremila chili di zavorra e albero in carbonio per massimizzare il momento raddrizzante. Poppa quadra con due timoni per la massima controllabilità col mare in poppa. Pozzetto aperto per un facile accesso al tender. Pilothouse e tavolo di carteggio con vista mare per governare dall’interno.

L’aspetto del mauri 39 deriva mobile
Gli esterni sono caratterizzati dal boma basso alla trozza che si alza in varea per liberare il boccaporto principale, l’attrezzatura svetta alta per le calme equatoriali,Il pozzetto è molto profondo, con due ruote di
governo e l’area formata dal pozzetto e dalla pilothouse è un living impressionante. La pilothouse stessa non spicca troppo dal profilo ben avviato. Negli interni due cabine grandi, il bagno e il quadrato-dinette sottocoperta, cucina e carteggio nella pilothouse, tutti gli ambienti studiati per avere buona illuminazione e ventilazione naturali.

L’attrezzatura del mauri 39 deriva mobile
Quattro winches sui paramare, scotta randa alla tedesca. Alcune manovre di uso meno frequente non rinviate in pozzetto, ma all’albero. Tra gli impianti : verricello e dotazioni di ancoraggio maggiorate, dissalatore, frigorifero e freezer, serbatoi di grande capacità, generatore.

La tecnica
I materiali  del mauri 39 deriva mobile
Il materiale di costruzione scafo: cedro + epoxi e vetro genera un manufatto estremamente robusto e facile da riparare. Le tavole di legno di cedro tra due pelli di vetro in matrice epossidica formano un sandwich molto elastico con resistenza al taglio decuplicata: una bella sicurezza e in caso di urto in quanto la energia che il sandwich può assorbire è molto alta. Il piombo in sentina, posizionato sull’esterno dello scafo, crea una piastra protettiva che consente di toccare il fondo senza timori. La deriva in acciaio inox speciale è ben difesa dalla corrosione, robustissima ma sufficentemente leggera per essere sollevata con un winch posizionato all’albero. La protezione dell’asse motore, i due timoni, l’ albero con le crocette e il boma, sono elementi in carbonio per evitare il il peso inutile.

L’economia
Nonostante la complessità del progetto e la ricchezza degli equipaggiamenti il cantiere mantiene sotto controllo i prezzi per situarsi, nel mercato, ben sotto alle barche giramondo inglesi e francesi.

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Brava Mediterraneo

Brava Mediterraneo  è una imbarcazione di 12 m adatta alla navigazione mista  a vela + motore nel Mediterraneo.

Cosa vuole dire adatta?: che consente alte medie sulle lunghe percorrenze senza stancare il suo equipaggio con  apprezzabili economie  di gestione.

Ho navigato molto in Mediterraneo in ogni stagione   e  posso dire che non è un mare per puristi: Spesso  in bonaccia o con burrasche furibonde, o con onde corte e cattive,  usando solo la vela si rischia di essere  molto,  molto lenti. Un conto è sfruttare le brezze di mare o di terra per  uscire ed entrare dallo stesso porto,  diverso è navigare.

Il Meltem o la Bora si possono sfruttare per muoversi nella direzione del vento, ma risalirli  è dura anche per le navi    spesso all’ancora dietro a San Bartolo o a Capo dell’Armi ad aspettare che il peggio passi. Perché  il Levante d’inverno nel golfo di Genova  con l’immancabile maestralata che lo segue sono forse facili da digerire? Anche  Moitassier andando alle  Tuamoutu si ferma qualche giorno, a Tolone ( mi sembra) aspettando  che  cali il Libeccio.

Nel più famoso libro di burrasche “navigazione a vela con cattivo tempo” di Adlard Coles, da me tradotto per Mursia nel  2003, il capitolo “Mistral in Mediterraneo” è un capitolo importante che mette sull’avviso quei navigatori  “oceanici” che credono alla favola della la crociera  in Mediterraneo  “tutta una passeggiata“. Forse in giugno e luglio, ma appena il tempo si rompe, i temporali di mezza estate ci portano l’aroma delle feroci bufere autunnali.

brava mediterranea
le linee d’acqua di Brava Mediterraneo

  •  Cosa ci racconta la carena di Brava Mediterraneo :
  • We have a fairly slender canoe body with the transom partially submerged, the bilge is hard and she is slab sided;
    longitudinal sections  or buttoks have a moderate rocker.
    Let us look at these features one at a time:
    The straight sides are those of the cargo ship whose resistance   does not change a lot if you put weights on it.
  • The modest rocker ( 8 degrees) is right for optimum speed even in the highest parts of the range.
  • This feature is well coupled with the high lenght_beam ratio which decreases the wave resistance.
  • The immersed transom prevents “squatting” so it is possible to to reach the semi planing speed.
  • Hard bilges makes the boat stable, but it is better not to heel a lot.

    miship section

 

 

 

 LE SPECIFICHE COSTRUTTIVE E DI ALLESTIMENTO DI BRAVA MEDiterraneo.

LOA………………11.98 m

LWL………………11.80 m

BEAM….. …………3.00 m

DRAFT:………… 1.5 m

WATER …………….3 x 75 l

FUEL………………..2 x 80 l

SAIL AREA……….. 57 mq

DISP full load ……..7500 kg

BALLAST…………..2000 kg

ENGINE POWER 30 hp

BERTHS…………. 4+1

 

COSTRUZIONE di Brava Mediterraneo 

Scafo a sandwich. Anima  di cedro rosso stratificato con tessuto di  vetro multidirezionale in matrice epossidica, all’ esterno e all’ interno.Coperta, pozzetto, tuga, paratie strutturali e di partizione e specchio di poppa  in compensato marino incollato allo scafo con cordoli epossidici e fascettato con nastri di tessuto di vetro biassiali. Pinne (o  pinna) in piombo. Ancoraggio delle pinne alle strutture rinforzate dello  scafo con viti in acciaio inox  di diametro opportuno. Timone con asse in acciaio inox e pala in iroko. Madieri, longitudinali motore  e strutture di rinforzo in vetro stratificato su anime  in poliuretano ad alta densità  fascettato allo scafo. Coperta  a due strati di compensato marino   a giunte sfalsate. Strato esterno ricoperto con tessuto di vetro in matrice epossidica. Teste dei compensati imbevute di epossidico. Giunto scafo coperta con cordolo di epossidico sulla testa dei fasciami  e sulle paratie  + fascettatura. Punta piedi in falchetta in iroko incollato, maschi porta candelieri e pulpiti in poltruso di vtr passanti. Lande per il sartiame  in acciaio inox ancorate al fasciame ed alle strutture con viti in acciaio inox.

FINITURA  Brava Mediterraneo

Verniciatura dello scafo preparato con stucco di sottofondo epossidico coperto da primer e   smalto poliuretanico bicomponente  ad alta lucentezza. Verniciatura interno scafo e coperta a smalto poliuretanico o vernice trasparente a scelta. Finitura esterna della coperta: stucco epossidico a spruzzo, primer + smalto poliuretanico con antisdrucciolo (riquadrature bicolore optional)..

POZZETTO E COPERTA Brava Mediterraneo Bussola Riviera BP1, 80 mm. a paratia con lettura anche dall’interno e luce.Cuscini e poggia schiena laterali imbottiti in tubo inox   optional. Apertura del boccaporto con portello a scorrimento e chiusura a chiave. Candelieri  in tubo inox  verniciato bianco 30 x 2 mm e draglia in cavo inox 4 mm superiore e 3 mm inferiore ricoperto con  pvc bianco (G&G rigging)  Pulpiti di prua e di poppa come i candelieri. Bitte  a prua e a poppa in alluminio Goiot (mod.103899)  Musone porta ancora inox lucido (Niro Petersen art 1512).Ancora Delta 18 kg  (Lewmar) 27.5 m di catena (MAGGI)di 8 mm  verricello Quick Prince dp3 1500 w. Cima in nylon da 16 mm 25 m. Gavone di prua autosvuotante con sportello con chiusura  e lucchetto. 2 passid’uomo Goiot tradition 50 x 50, uno sulla cabina di prua e uno sul bagno, 2 aereatori sul bagno (Vetus UFO 2).

ALBERO E VELE Brava Mediterraneo:  Albero in alluminio ad una crocetta anodizzato  profilo AS 186 x112 Velscaf ( doppio jokey poole nella versione oceano). 1 winch harken in alluminio verniciato taglia 20 con batteria stopper spinlock a piede d’albero per le drizze. Sartiame 1×19 fili diametro 8 mm G&G rigging con tenditori ACMO di dimensione adeguata.Vele in dacron ZADRO cross cut con rinforzi in taffetà ,  avvolgifiocco  Harken  ESP UNIT 2 sul  genova  (+ trinchetta coi garrocci sulla versione oceano).  Paranco di scotta  randa a 4 vie  su carrello e rotaia Harken . 2 winches Harken 40 in alluminio anodizzato con self tailing   per le scotte genova  su carrello e rotaia Harken . Comando dell’avvolgifiocco con rinvio con stopper incorporato Spinlock . golfari per pastecche a poppa . Maniglie lunghe autobloccanti per i winches. 

INTERNI  Brava Mediterraneo :  2 oblò grandi  sulla cucina  (Goiot tradition 34/18 405×245)   2 boccaporti piccoli  Goiot tradition 34/20 sul salone. Interni  in compensato verniciato a spruzzo con fondo a spessore e due mani di vernice poliuretanica, pagliolo idem. Pagliolo  fisso con aperture per controllo sentine. Cabina di prua a massima privacy due letti a “v” con 2 mensole . Armadi  e cassetto a poppaavia delle cuccette -Cabina principale : 6 tientibene  inox ,  scala in  tubo di acciaio verniciato con  gradini in legno di pino. Piano della cucina in formica.

Fornello” force ten” a due fuochi basculante (mod 062491) lavello CAN (mod. LA 1401) inox con miscelatore CAN RB1485 acqua  calda e fredda, tagliere  in legno, porta piatti, porta tegami, porta tazze, cassetto coltelleria e posate.Vano frigorifero a destra scala  isolato con polistirolo e rivestimento in laminato plastico e apertura dall’alto.Sopra al frigorifero tavolo da carteggio a ribalta e quadro elettrico con maniglioni staccabatterie 350Amps Blue Sea. Due divani  con  cuscineria imbottita con copertura in tessuto  antimuffa (Para Tempotest mare)Tavolo  in compensato marino con copertura in  formica e bordo di contenimento  in massello  1200 x 700 (aperto).8 lampade Hella Marine mod Ponui forniscono la luce notturna. Dimmer optional.Bagno  con lavello inox e  rubinetto doccia (Whale)  con miscelatore  scarico a mare con valvola.Wc Jabsco e serbatoio acque nere con scarico a mare con valvola e  in coperta.Pagliolo bagno ricoperto con gomma Naval HPK (Accastillage diffusion)

MECHANICAL-ELECTRICAL-PLUMBING Brava Mediterraneo

Saracinesche in bronzo(GUIDI)  con griglia in quella  per la presa a mare motore. Tubi di aspirazione spiralati  in armovin CON DOPPIA FASCETTA SE SOTTO BATTENTE.

Motore Nanni Kubota 30 hp  montato su silent block  invertitore meccanico ZF 3/1-  ghiotta in vtr gelcottato per la raccolta olio  e gasolio, alternatore  40 A con controllo di carica per due batterie , tenuta stagna tipo Volvo   astuccio asse e cavalletto (Reggiani nautica)   elica fissa a due pale  (Bisognani.) Filtro del gasolio Racor . Filtro acqua con valvola di presa a mare in bronzo con griglia Guidi. Marmitta Vetus con tubo di scarico in gomma omologato.Tubi di alimentazione e ritorno gasolio in rame. Con terminale in gomma. Accesso al motore dalla scala e dalla cabina di poppa  isolamento spessore 40 mm con lamina di piombo.

Timoneria idraulica Vetus.

2 batterie agm  75 Ah  Optima blue top con selettore  staccabatterie e parallelo BH 400F (Philippi). Impianto di massa Polo negativo batterie messo a terra su uno zinco con perno passante. Utenze elettriche:Fanali di via, fanale di fonda, fanale di navigazione a motore , antenna del vhf sull’albero.antenna del gps sul pulpito di poppaLuci interne , frigorifero, elettronica,  vhf, stereo. Impianto a 220 v  dalla banchina e caricabatterie Philippi 0 4212 1000  Pannello elettrico Philippi a 12 utenze con presa 12 v. e strumento.  220V da inverter  300W AC master Mastevolt. Casse del gasolio 373 x 362 x 892 in poletilene con tappo d’ispezione e riempimento dalla coperta , comando per la chiusura della alimentazione. Livello elettrico  . Predisposizione per  generatore e riscaldamento .(Vetus)Serbatoio acqua dolce in poletilene 330 x 800 x 400 (Vetus)  con tappo di riempimento dalla coperta e livello elettrico,Scaldabagno Quick 20 litri. Pompa acqua dolce Shurflo  Aquaking standard 3.0 2 Pompe di sentina  a mano  Whale gusher10, Bombola del gas in una zona isolata nel gavone di poppa, tubo di rame fino alla valvola di intercettazione e da lì breve tubo blu omologato fino al fornello


Facendo riferimento a queste specifiche Brava Mediterraneo costa da 150 a 200k euri eseguita presso un buon cantiere o la metà in autocostruzione.

I piani  costano  3000€ + IVA.


 

 

  • contatta Michele Ansaloni  per i piani di studio: ansa1955@gmail.com